Fuji X-E3 e 23 f2

Lo avevo da sempre pensato, sarei tornato presto a fotografare con il sistema Fuji X. Una breve parentesi in Canon con la nuova 6D mark II….non molto convinta…. e poi il ripensamento malefico. Deleterio cioè per le mie tasche non particolarmente danarose, doloroso se ripenso al corredo che ho venduto ed a quello che ho potuto riacquistare. Si guarda ottimisticamente al futuro in questi casi, mettiamola così!

La scelta è ricaduta sulla nuova Fuji X-E3 accoppiata al 23 f2 ed al 16 1.4 . Il secondo vetro già lo conoscevo, il 23 f2 , acquistato con cashback istantaneo, rappresentava per me una novità assoluta. Io ho già avuto la X-E2 e la X-E2S, non ho molto da dire sulla X-E3 se non che mi è sembrata un filo più robusta e sicuramente più performante e precisa nel comparto AF come del resto risulta evidente dalle caratteristiche desunte dalla rete.

Sul mio banco di prova è finito il 23 f2, utilizzato con la solita tecnica del ” back button focus”, macchina cioè in modalità manuale e fuoco ottenuto tramite la pressione del pulsante posteriore AF-L. Una pratica scomoda inizialmente ma le mie evidenze, assieme a molti altri fotoamatori, dimostrano che con molte ottiche la messa a fuoco è più precisa con qualsiasi area AF provata ( io utilizzo uno step inferiore alla massima dimensione possibile).

L’ottica è resistente ad acqua e polvere, abbastanza compatta, ha la ghiera dei diaframmi sul barilotto. Fuji dichiara che la minima distanza di messa a fuoco è di circa 30 cm. In rete si leggono molte critiche sull’eccessiva morbidezza  a diaframma f2 con messa a fuoco inferiore al metro. Qualcuno ha anche riportato la comparsa di aloni nelle stesse condizioni operative. Io ho utilizzato l’ottica per pochissimo tempo, rivenduta poi per finanziare l’acquisto di un 35 mm poiché possiedo già il 16 1.4 . La scelta è stata sofferta, la forte tentazione di tenere questo vetro mi ha frenato inizialmente.

Come l’ho trovata? In pochissime parole….una lente da possedere, diversa dal 35 f2 che non ho mai amato particolarmente (la distorsione e gli angoli impastati anche a diaframmi chiusi rendono questa lente adatta solamente al genere reportagistico). La messa a fuoco è davvero rapida e precisa. Non ho una stima accuratissima, tuttavia usata a distanze ravvicinate, superiori ai fatidici 30 cm ed inferiori al metro, non ho riscontrato alcun problema. La lente ad f7.1 si è poi dimostrata risolvente e nitida su tutto il fotogramma. Un altro esemplare da me provato era evidentemente disallineato, nell’angolo destro i dettagli sono risultati impastati ad f4…qualcosa è migliorato chiudendo il diaframma. E’ la cabala delle ottiche più economiche , la variabilità tra esemplari e il controllo qualità costituiscono il tallone d’Achille di molte case, Fuji non fa eccezione per me!

Posto qualche esempio “non ritagliato”, questo è il primo scatto rubato a Bienno durante la famosa ed affascinante mostra mercato.

Avevo deciso di non stressare l’ottica, già ad F4 lo stacco dal fondo si nota ed il soggetto mi è apparso sufficientemente isolato.

Ad F2 l’ottica mi ha stupito. Ecco qualche esempio “sul campo”.

Queste scatti sono stati fatti ad un concerto di un gruppo irlandese, io e famiglia abbiamo apprezzato molto….

Infine propongo un anonimo scatto a diaframma f7.1 , ho appurato la risolvenza di questo vetro e le buone performances ai bordi dell’immagine.

Insomma….che dire….a me l’ottica è piaciuta, la consiglierei. Non posso dire altrettanto del 35 f2 di cui ho provato diverse copie, ora l’ho sostituito con il 35 f1.4.

 

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