Ciao papà

Viene naturale credere che mi hai lasciato andare con la palla che rotola veloce davanti al mio corpo non più agile ed allenato. Quel campo verde che a volte sembra non finire mai, quegli schemi così opprimenti dovrò viverli senza il tuo incoraggiamento. Certo, ricorderò…..siamo stati compagni di squadra per molto tempo. Mi hai dato tu il passo. Oggi quel campo verde non è più neppure una distesa ben curata con la sua erba vellutata ed umida, sembra più una scalinata con il porfido sconnesso dove la palla la controlli malamente….devi pure stare attento a non scassarti le caviglie. Cerco di giocare anche così, non c’è problema. Tu lo hai fatto.

Abbiamo giocato assieme molte partite da vincitori e qualcuna l’abbiamo persa sempre con quella dignità che ti era propria. E poi ognuno ha giocato la sua e le tue ultime partite sono state dure. Ultimamente ci si vedeva di rado, non posso certo dire che eri il compagno di squadra più frequentato. Grazie anche per avermi insegnato di persona che un giocatore non si giudica da come tira i calci di rigore. Le nostre dinamiche, le nostre intese rimarranno nostre, mie e tue.

Ciao papà!

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